Paradiso

Presentato in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri dai Centri di Produzione Teatrale Elsinor e Accademia Perduta/Romagna Teatri, insieme ad Arca Azzurra e Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato, PARADISO – Dalle tenebre alla luce è il nuovo lavoro teatrale dell’attore, musicista e scrittore eclettico Simone Cristicchi.

Lo spettacolo, di cui Simone è regista, attore e autore delle canzoni – nonché co-autore del testo insieme a Manfredi Rutelli e delle musiche con Valter Sivilotti – è un viaggio poetico e originale ispirato al poema dantesco.

Lo spettacolo

In ogni uomo abita una nostalgia dell’infinito, un senso di separazione, un desiderio di completezza che lo spinge a cercare un senso alla propria esistenza.
Il compito dell’essere umano è dare alla luce se stesso, cercando dentro all’Inferno – che molto spesso è da lui edificato – barlumi di Paradiso: nel respiro leggero della poesia, nella magnificenza dell’arte, nelle scoperte della scienza, nel sapientissimo libro della Natura.
A partire dalla cantica dantesca, Simone Cristicchi scrive e interpreta Paradiso. Dalle tenebre alla luce, opera teatrale per voce e orchestra sinfonica, racconto di un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso le voci potenti dei mistici di ogni tempo, i cui insegnamenti, come fiume sotterraneo, attraversano i secoli per arrivare con l’attualità del loro messaggio, fino a noi.
La tensione verso il Paradiso è metafora dell’evoluzione umana, slancio vitale verso vette più alte, spesso inaccessibili: elevazione ed evoluzione.
Il viaggio di Dante dall’Inferno al Paradiso è un cammino iniziatico, dove la poesia diventa strumento di trasformazione da materia a puro spirito, e l’incontro con l’immagine di Dio è rivelazione di un messaggio universale, che attraversa il tempo e lo vince.

Note di regia

“La nostra vita è un grande mistero, che un giorno ci sarà rivelato.”
Questo sembra dirci Dante Alighieri, con la forza immutata delle sue parole, ancora oggi a distanza di settecento anni.
In questo mistero mi sono calato, cercando di raccontare – tra monologhi e canzoni – l’inconsueto e rendere testimonianza di ciò che di “misterioso” è accaduto nella mia vita.
La parola – nella sua nudità e potenza – è al centro dell’intero spettacolo, e affronta tutte le declinazioni possibili: parola recitata, parola narrata, parola cantata.
Con il coautore Manfredi Rutelli, ho cercato di sviscerare il concetto di “paradiso” in tutte sue sfaccettature: dalla ricerca millenaria dell’Eden perduto – il mito universale più diffuso in tutte le culture del mondo – fino all’insuperato capolavoro dell’intera Commedia: il trentatreesimo canto, dal quale ho musicato i primi versi – l’Inno alla Vergine Madre.
L’ epicità dell’orchestra Oida – le cui partiture e la direzione è del collaboratore storico Valter Sivilotti – diventa la calda placenta dove nuota la voce.
Due colonne doriche incorniciano le suggestive e mai didascaliche proiezioni di Andrea Cocchi.
Il disegno luci è affidato alla visionarietà delicata di Rossano Siragusano.

La situazione che stiamo vivendo, ha mandato in frantumi tutte le certezze che avevamo, e ci troviamo in una dimensione paragonabile all’attraversata del deserto.
Perché sappiamo che tutto ciò che è rimasto dietro non ha più validità, e quindi ci muoviamo in una dimensione sconosciuta.
In questa selva oscura io credo che alla fine riprenderà il sopravvento
quello che è già codificato in noi, quella unione fra noi e il Tutto.
Perché è proprio quando tutto sembra perduto, quando le certezze crollano, che è possibile ritrovare la coordinata di origine.
E comprendere che il vero “peccato mortale”
è l’ incapacità di vivere in sintonia con l’universo.
“Paradiso” non è uno spettacolo su Dante e il suo affascinante iter nel terzo regno ultraterreno della sua Commedia.
Non c’è l’ imponente archittettura, nè gli incontri con i suoi personaggi.
Eppure, proprio grazie ai versi memorabili e alle universali intuizioni del sommo poeta, il mio “Paradiso” diventa un viaggio iniziatico nella parte più sottile e profonda dell’essere, un tentativo di riconnessione con la parte più autentica che ci abita, quella scintilla divina che ci permetta di trasumar.

 

 

CREDITS

dalla Divina Commedia di Dante Alighieri
scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Manfredi Rutelli
musiche di Valter Sivilotti, Simone Cristicchi
canzoni di Simone Cristicchi
videoproiezioni di Andrea Cocchi
disegno luci Rossano Siragusano
aiuto regia Ariele Vincenti
regia Simone Cristicchi
con la partecipazione di 22 elementi dell’Orchestra Oida di Arezzo diretta da Valter Sivilotti
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Accademia Perduta Romagna teTatri, Arca Azzurra
con il sostegno di Istituto Fondazione Dramma Popolare di San Miniato

DEBUTTO luglio 2021, Festa del Teatro, SAN MINIATO (Pi)

DURATA 1 ora e 30 senza intervallo

 

 

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