Questa è una storia piccola e umile: il villaggio in cui comincia è piccolo, i suoi protagonisti sono piccoli, l’aeroplano su cui viaggiavano è piccolo, e anche io sono piccolo. Circa due anni fa, quattro bambini si sono persi nella foresta amazzonica. Si erano schiantati con il piccolo aeroplano fra gli alberi di una foresta impenetrabile. Centinaia di soldati hanno frugato la foresta per giorni e giorni, ma li hanno trovati uno sciamano e una tartaruga.
“Anche io ho la sensazione di essermi perso in una foresta spaventosa e spero di uscirne vivo. Raccontando questa storia mi viene coraggio, perché ho la sensazione che mi sto trasformando. Chiudo gli occhi e lascio che qualcuno prenda il mio posto. Si mette a cantare, scalciare, usa i giocattoli che ho costruito per i bambini, entra nella foresta, comincia a raccontare una storia e alla fine li trova.” (Teodoro Bonci del Bene)
Le due foreste è lo spettacolo/racconto della vera storia di Cristin, Tien Norel, Lesly e Soleiny.
Spettacolo realizzato in collaborazione con la residenza artistica Olinda/TeatroLaCucina, con Ateliersi – Artists in ResidenSì e con Agnese Doria nell’ambito del progetto La scena che educa di Altre Velocità progetto realizzato in dialogo e ascolto con i bambini e le bambine della Scuola primaria Avogli di Bologna e dell’IC Sorelle Agazzi di Milano
Esiste un vero e proprio mal d’adolescenza che negli ultimi anni sembra essersi acuito sensibilmente tra giovani ragazzi e ragazze. Un senso di sfuturamento, di rapina della speranza e della felicità, di inadeguatezza rispetto a una realtà fitta di insidie d’ogni tipo pervade molti di loro. Il rifiuto e la paura del futuro si traduce spesso in un desiderio di isolamento, o in un attaccamento ossessivo a un eterno presente moltiplicato negli specchi deformanti di social e web. L’incontro reale con l’altro, avvolto dal mistero e dall’ignoto, viene spesso evitato e vissuto come un pericolo. La foresta dei no è una favola iniziatica: con il simbolismo tipico del genere, vuole mettere sul piatto il cuore di questioni intime e di grande complessità, sgombrando il campo dalla retorica e da narrazioni comode e facili sui giovani d’oggi.
CREDITS
di e con Teodoro Bonci del Bene
aiuto regia e drammaturgia Francesca Gabucci
costumi Medina Mekhtieva
Età consigliata: 6-8 anni
