L’opera più scandalosa di Ibsen in una regia affilata come un rasoio che capovolge la prospettiva: non solo l’epopea dell’emancipazione femminile, ma un viaggio nell’inquietudine maschile post-abbandono. Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da tempo. Ma Torvald è ancora lì, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Nell’immaginaria prima lunga notte da solo, Torvald ripercorre tra ricordi ed incubi i passi che lo hanno portato fino a lì. Cosa resta di un uomo quando il suo ruolo sociale, affettivo e identitario va in frantumi? In un Casa di bambola rovesciato da una regia tagliente e dallo stile aspro e spregiudicato del giovane Mattia Favaro, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più nota di Ibsen, trasformandola in un sequel contemporaneo, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile: un’esposizione chirurgica delle fragilità dell’uomo, sospese tra patriarcato in decomposizione e desiderio (forse tardivo) di rinascita. Una sonorità performativa e immersiva resa possibile dai dispositivi audio e i microfoni di Simone Arganini, ci avvolge in una spirale, tra tango e minacciosi voli d’uccelli alla Hitchcock, e ci trascina in un mondo interiore saturo di rimpianto, frustrazione e domande irrisolte, nel quale il femminile libero appare come una Gorgone mostruosa.

 

CREDITS

da Henrik Ibsen
regia Ivonne Capece
traduzione Adattamento drammaturgico Mattia Favaro
con Stefano Braschi, Massimo di Michele, Maria Laura Palmeri
Scene e Costumi Micol Vighi
Sound designer Simone Arganini
Direzione Tecnica Rossano Siragusano
Assistente alla regia Sofia Sironi
realizzazione costumi Giorgia Piatta dell’Abbondio
Responsabile di produzione Nadia Fiorio
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

 

Prima nazionale 9 giugno 2026, Teatro Fontana

 

 

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