Una moglie, un genero e una suocera. Una storia impossibile da verificare. E intorno, un paese intero che pretende di sapere. Che osserva, commenta, interpreta, spia. Una comunità che trasforma il dubbio in spettacolo, la vita degli altri in un’ossessione collettiva. Uno studio che prende Così è (se vi pare) e lo porta dove il bisogno di conoscere la verità si confonde con il desiderio di giudicare. Pirandello aveva intuito il meccanismo feroce di una comunità che si alimenta di voci, sospetti e ricostruzioni arbitrarie. Un piccolo paese che assomiglia terribilmente al nostro mondo iperconnesso, ai social network, ai talk show permanenti delle nostre vite. Non importa capire, importa prendere posizione.
Accanto agli attori, un’ enorme comunità dà voce a questa massa inquieta e mutevole: una folla che interroga, accusa, fantastica, si contraddice, si eccita davanti alla vita degli altri. La performance si concentra su questo organismo collettivo: la comunità come macchina narrativa, tribunale senza prove, dispositivo che produce verità a partire dal vuoto. Perché il centro dell’opera non è il segreto dei protagonisti, ma il desiderio insaziabile di chi vuole svelarlo.
Pirandello diventa così sorprendentemente contemporaneo: un autore che ci mette davanti alla nostra fame di certezze, alla nostra ossessione per le vite degli altri e alla violenza, spesso inconsapevole, con cui trasformiamo il dubbio in condanna.
Se la verità non fosse accessibile, saremmo capaci di accettarlo? O continueremmo a inventarla pur di non sopportare il vuoto?
CREDITS
Dal testo di Luigi Pirandello
Regia e drammaturgia Ivonne Capece
Con Ian Gualdani, con la partecipazione video di allievi di SCUOLA900 e cittadinanza
Scenografia e costumi Micol Vighi
Disegno luci Rossano Siragusano
Riprese video Alberto Sansone
Aiuto regia Sofia Sironi
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
PRIMA NAZIONALE Milano, Teatro Fontana, 24>27 giugno 2027
